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Il Territorio

Gli Itinerari

Il Territorio di Fivizzano.

Un Comune, Due Parchi, Cento Borghi

Il Comune di Fivizzano si estende per un’area di 180 Km nella Lunigiana Orientale e i suoi abitanti sono sparsi in ben 94 frazioni.

Il territorio del Comune di Fivizzano è costellato di castelli medievali, suggestive pievi e antichi mulini. Si trova è dislocato tra due Parchi: il Parco Regionale delle Alpi Apuane a sud-est, oggi UNESCO Global GeoPark, e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano nella parte settentrionale, oggi Riserva della Biosfera UNESCO. Il territorio si estende dal Passo del Cerreto alle vette apuane dei monti Sagro e Pizzo d’Uccello distribuendosi nelle vallate dei torrenti Rosaro, Mommio, Bardine e Lucido, che confluiscono nel corso del torrente Aulella.

La Valle del Rosaro.

Il Confine Nord del Comune di Fivizzano

Poco a monte di Fivizzano, percorrendo la SS. 63 si incontrano il Castello e il borgo della Verrucola, arroccati su uno sperone roccioso tra i torrenti Mommio e Vendaso, che dominavano la strada per i passi di valico utili per raggiungere le città di Parma e Reggio Emilia.

Appena fuori il borgo di Pognana si trova la Chiesa romanica di S. Maria Assunta, spesso chiamata impropriamente pieve perché al suo interno presenta elementi architettonici e artistici affini a quelli delle maggiori pievi della Lunigiana.

Gurdando in alto, sul colle della Tergagliana, a circa 600 m s.l.m., una piccola chiesa intitolata alla Madonna di Reggio domina dall’alto Fivizzano, di notte illuminata grazie a dei pannelli fotovoltaici. La chiesetta si raggiunge con sentieri CAI da dietro le mura di Fivizzano con una salita di circa 90 minuti e 400 metri di dislivello oppure dalla frazione di Virolo, con un dislivello minore e circa 30 minuti di percorrenza.

Da Pognana si diramano due strade. Lungo quella che conduce nel Comune di Comano, nei pressi del borgo di Arlia sul torrente Rosaro, si trovano un mulino ad acqua funzionante e restaurato e una centrale elettrica di inizio Novecento, entrambi visitabili solo in caso di eventi. L’altra strada conduce a Cotto e Quarazzana. All’altezza del Ponte di Rosara, è possibile raggiungere a piedi i “Salti di Fiacciano”, un ameno luogo in cui lo scorrere delle acque ha levigato le rocce sottostanti creando piscine naturali una in seguito all’altra, dove è possibile un rinfrescante bagno.

Escursione a piedi nella Valle del Rosaro

Partendo da Fivizzano, con una semplice passeggiata ad anello di circa 6 km è possibile visitare il borgo fortificato della Verrucola, attraversare il ponte del Gallo, giungere alla chiesa romanica di Pognana, passando per una bella campagna panoramica e rientrare a Fivizzano dalle mura medicee lungo un’antica strada selciata. Lungo il percorso si possono degustare e acquistare prodotti tipici in agriturismi locali.

Sassalbo e l'Alta Valle del Rosaro

L’area più a Nord del Comune di Fivizzano ricade nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e si estende sotto le pendici dei monti. Si raggiunge il borgo di Sassalbo, circondato da boschi secolari di castagno, dove si trovano la sede e un centro visite del Parco stesso. Sassalbo si trovava su un importante crocevia tra due antiche strade in uso fino a quasi tutto il XIX secolo: l’antica via Modenese o dei Lombardi e la via Parmigiana che collegavano la Lunigiana alla Pianura Padana attraversando il valico del Cerretto la prima e il Passo del Lagastrello la seconda.

Per testimoniare, valorizzare e promuovere la cultura del castagno è stato attrezzato un sentiero nel secolare ed esteso castagneto che abbraccia l’antico borgo. Lungo il percorso si possono trovare bacheche e leggii che spiegano storia, distribuzione, caratteristiche e la biodiversità legata al castagno e la filiera della farina DOP di castagne.

A piedi nel cuore del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano

Da Sassalbo “l’anello dei geositi” è un’escursione per osservare la straordinaria diversità geologica, geomorfologica e naturalistica di un’area tra le più significative della Lunigiana. Lungo il percorso si incontrano i castagneti secolari lungo l’antica via dei Lombardi, il lago Padule con ghiacciaie e torbiere e il circo glaciale della Nuda, il Passo dell’Ospedalaccio con i resti di un antico ospitale per l’accoglienza dei viandanti, la frana naturale che scopre resti morenici dell’epoca glaciale, affioramenti di scaglia rossa e calcare cavernoso, i prati di Camporaghena con le doline e la bianca falesia dei gessi triassici, il sasso albo da cui il borgo ha preso il nome, ossia rocce formatesi in mare per evaporazione dell’acqua e sedimentazione dei sali avvenuta circa 220-210 milioni di anni fa. (CAI 98, 96, 86A, 00, 100, TL. 6 ore, difficoltà: escursionistico)

Dal passo del Cerreto partono altri sentieri che attraversano le faggete e i crinali, habitat del lupo e dell’aquila reale, adatti anche alla ciaspolate in inverno quando le montagne sono coperte dal manto nevoso, percorribili in autonomia o affidandosi a guide ambientali escursionistiche esperte.

Il Bioparco dei Frignoli

Il Bioparco cei Frignoli è un Centro per la conservazione e divulgazione della biodiversità e si trova a 900 mt di quota, lungo la SS. 63 del Valico del Cerreto (Km 29+600) all’ingresso del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il Bioparco distribuito su 10 ha è costituito da varie sezioni: l’Orto Botanico con collezioni a tema e ricostruzioni ambientali, l’arboreto, l’allevamento della trota mediterranea e del gambero di fiume, il grande acquario fluviale e l’anfibiario; il percorso acrobatico in altezza tra i grandi abeti douglas; le aree per picnic e barbecue; l’area per il campeggio natura e infine il rifugio escursionistico con ristoro.

L'Alpe di Mommio

Scendendo lungo la strada statale che riporta a Fivizzano, si incontrano la pieve romanica dedicata a S. Paolo e poco dopo il bivio per Mommio.

La pieve di San Paolo di Vendaso si trova sull’antico tracciato che già in epoca romana univa la Toscana con l’Emilia.

Mommio prende il nome dall’Alpe soprastante e dal torrente caratterizzato dalla presenza di un’affascinante marmitta dei giganti in località Restì, una vasca naturale scavata nella roccia del suo letto, risalenti al periodo glaciale, da cui si diparte una suggestiva cascata. Da lì i sentieri CAI permettono di raggiungere i monti Tondo, la Nuda, Scalocchio e Belfiore.

LUNGO LA VIA DEL VOLTO SANTO.

Pellegrinaggio da Pontremoli a Lucca

LUNGO LA VIA DEL VOLTO SANTO

Il Comune di Fivizzano è attraversato dalla Via del Volto Santo e in particolare il borgo di Fivizzano costituisce posto tappa per l’arrivo da Bagnone e la partenza per l’Argegna.

La Via del Volto Santo è un’importante via storica alternativa alla via Francigena, che da Pontremoli permetteva ai pellegrini di arrivare Lucca attraversando Lunigiana e Garfagnana. Il Volto Santo è quel grande crocifisso ligneo custodito in San Martino, che spingerà i pellegrini a partire dall’VIII secolo a considerare Lucca come una tappa specifica del loro percorso devozionale, rendendola una delle mete tradizionali simbolo del pellegrinaggio medievale.

Nell’area comunale il percorso inizia nei pressi del Santuario della Madonna dei Colli di Soliera Apuana, realizzato nel 1606 al posto di una maestà dedicata alla Vergine. Attuali aspetto e dimensioni sono il frutto di rifacimenti successivi.

Il percorso incontra poi l’antico borgo murato di Soliera Apuana sorto prima dell’anno mille alla confluenza tra il torrente Rosaro e l’Aulella.

Facendo una piccola dviazione si raggiunge la piazza dei Parchi a Rometta, nei pressi della stazione ferroviaria, area di incontro dei parchi Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Regionale delle Alpi Apuane e Nazionale delle Cinque Terre. Nella Bottega dei Parchi è possibile acquistare prodotti tipici dei tre Parchi, mentre nel parcheggio si trova un Camper service e un fontanello di acua di qualità.

Riprendendo la Via del Volto Santo si attraversa il borgo medievale di Moncigoli. Proseguendo si incontra Posara e poi Fivizzano capoluogo.

Lasciato Fivizzano, verso la Garfagnana, si trova il borgo in galleria di Turlago, nei pressi del quale un tempo sorgeva il Castello di Montechiaro ormai rudere. Lungo il persorso si incontra la Chiesa di San Venanzio a Cerignano, di origini romaniche, che oggi presenta un elegante portico in stile cinquecentesco.

Tra panorami e uliveti: Agnino e Magliano

Lungo la strada panoramica che da Fivizzano porta a Licciana Nardi, tra la valle del Rosaro e quella del Taverone, si trova una zona agricola assolata, nota per la coltivazione dell’ulivo e in quantità minore per la produzione del vino. In quest’area due sono i borghi maggiori: Agnino e Magliano.

Il paese di Agnino è diviso in tre località: Castello, dove si trovano i ruderi del maniero medievale, Villa, la parte più grande con abitazioni e attività, e Piazza, con la chiesa trecentesca dedicata a S. Michele Arcangelo.

A Magliano il nucleo più antico è raccolto attorno alla chiesa di San Martino, dove si possono trovare diversi portali lavorati in pietra arenaria con stemmi, iscrizioni, edicole e maestà. Nei pressi della chiesa rimangono le rovine di una torre, forse avanposto fortificato del vicino castello di Agnino.

La Valle del Lucido.

Verso il Parco delle Alpi Apuane

All’incrocio della statate del Cerreto con la strada regionale che porta in Garfagnana, a Cormezzano, si lascia la Valle del Rosaro, per netrate nella Valle dell’Aulella, in direzione Sud-Est, verso il Parco delle Alpi Apuane, un gioiello naturatlistico con un patrimonio geologico, floristico e faunistico di interesse europeo.

Da Gassano, un borgo arroccato sulla collina e ben conservato nella sua compatta trama edilizia, si raggiunge Gragnola, tappa obbligata per entrate nella Valle del Lucido e raggiungere le Alpi Apuane. Per visitare il borgo, con la chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano e la fontana marmorea in piazza S. Nicola, si accede dalla porta presso il ponte del Lucido. Arroccato sul colle adiacente si trova l’imponente struttura fortificata del Castello dell’Aquila del IX-X secolo, che deve il nome proprio alla sua posizione dominante il borgo e la confluenza tra l’Aulella e il Lucido.

Preseguendo lungo la stessa strada si incontra il borgo medievale di Monzone, da dove si può raggiungere Vinca o in alternativa Equi Terme. Monzone si trova arroccato suuna cresta rocciosa in posizione strategica per il controllo del’accesso alla stretta gola, un tempo principale via di transito tra la Lunigiana, Carrara e Massa. Molto suggestiva la Chiesa di S. Prospero, costruita sulle rovine di un antico castello.

Il Borgo di Vinca

Il borgo di Vinca è situato a 808 m s.l.m. Nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Apuane, in un paesaggio tipico alpino dominato dalle cime dei monti Pizzo d’Uccello, Grondilice e Sagro. Il borgo e la vallata conservano ancora oggi i caratteri della civiltà rurale di montagna: pascoli ed estesi castagneti da frutto con enormi alberi secolari.

Escursioni di montagna e alpinismo

Da Vinca e Equi Terme parte una rete sentieristica CAI che conduce nel cuore del Parco delle Alpi Apuane. In genere sono percorsi impenativi con notevoli dislivelli. La zona è ricca di pareti per l’arrampicata sportiva. Vietato invece arrampicare a  Equi Terme nelle Valli del Fagli e del Solco per non disturbare la nidificazione delle aquile (per info: sezioni CAI e Guide Alpine).

Anello del Grondilice: Vinca-Capanna  Garnerone-Foce Rasori – Finestra Grondilice – Orto di Donna – Foce a Giovo – Vinca CAI n. 39, 153, 186, 179, 175, 6, 5H, dislivello in salita 900 m, altrettanto in discesa, Escursionisti Esperti.

Vetta del Pizzo d’Uccello: CAI n. 175, 181 traccia e ritorno, 7H, dislivello in salita 1000 m, altrettanto in discesa, Escursionisti Esperti.

Foce di Giovo: Vinca- Capanna Garnerone Foce a Giovo-Vinca CAI n. 39, 153, 37, 175, 4H, Escursionistico.

Il borgo di Equi Terme

Proseguendo oltre Monzone si può raggiungere Equi Terme, pittoresco borgo arroccato alle falde delle Alpi Apuane settentrinali, nell’area più alta della Valle del Lucido. Questa località è conosciuta fin dall’epoca romana per le straordinarie caratteristiche delle sue acque termali che conservano tutto l’anno le loro proprietà terapeutiche di un’acqua marina, contenente cloro, sodio, zolfo, calcio e magnesio, ideali per le cure dell’apparato respiratorio. In estate inoltre si arricchisce delle proprietà terapeutiche di un’acqua sulfurea, ideale per curare problemi della pelle e osteo-articolari. Da giugno a ottobre è possibile fare bagni, cure e massaggi presso lo stabilimento Terme di Equi.

Il Geo-Archeo Park delle Grotte di Equi

Nel parco si trovano i geositi del vasto complesso carsico delle Grotte e del sito preistorico della Tecchia.

All’esterno sono organizzati percorsi geonaturalistici, metre l’antico mulino ospita un centro espositivo, con i Musei delle Grotte e del Lavoro nella Valle del Lucido, e una struttura per laboratori di archeologia sperimentale e geologia. La struttura è dotata di una reception con un fornito bookshop e spaccio di prodotti tipici.

Il complesso carsico delle Grotte di Equi è composto da affascinanti sale, cunicoli e laghetti adorni di ogni varietà di concrezioni naturali e attive. Le grotte sono visitabili con il percorso turistico guidato di un’ora. Per i più coraggiosi il percorso speleo-avventura guidato, muniti di torcia e assicurati a una cavo per scoprire la grotta più profonda, oppure l’emozionante volo sul torrente carsico con una mega-teleferica di 200 metri.

All’interno del parco si apre anche la Tecchia di Equi, sito archeologico e paleontologico di rinamanza internazionale, un antico riparo sottoroccia noto soprattutto per il ritrovamento di animali oggi estinti, come l’orso delle caverne, e per le testimonianze di frequentazioni umane dal Paleolitico medio fino all’epoca Medievale.

Escursione il Solco di Equi

Il Solco di Equi fa parte dei geositi più importanti del Parco Regionale delle Alpi Apuane. Si tratta di uno stretto e profondo canyon naturale, formatosi in una valle di origine glaciale, per erosione del torrente che oggi corre lungo la strada marmifera, dominato nel tratto terminale dalla parete Nord del Pizzo d?uccello (1781 m).

Attenzione: dal lunedì al sabato transito di camion per il trasporto del marmo.

E’ consigliato l’uso di una torcia per il passaggio in galleria.

Sentiero CAI n. 192, termina all’altezza del cancello che indica l’ingresso in cava.

Escusione ad anello Equi, Aiola, Monzone Acqua Nera/Salata, Mulino d'Aiola, Equi

Semplice escursione di un’ora circa che parte da Equi in località La Prada e prosegue lungo il sentiero CAI 39 fino ad Aiola, dove si consiglia una visita alla chiesa parrocchiale e una breve deviazione poco oltre il borgo (ancora sentiero CAI 39) per ammirare i ruderi del Castellaccio. Tornati ad Aiola, seguire il sentiero che scende attraverso campi e boschi per raggiungere l’antico ponte di S. Lucia di Monzone e le sorgenti dell’acqua nera e dell’acqua salata poco distanti, che nonostante la loro vicinanza, presentano caratteristiche fortemente differenti legate alle tipoogie di rocce che attraversano: l’acqua nera scaturisce lungo la sponda destraed è povera in sali, mentre l’acqua salata viene alla luce sulla riva sinistra del torrente, ed è ricca di sodio e cloro. Dal ponte costeggiare poi il fiume Lucido fino a Mulino d’Aiola, dove attraverso il piccolo parcheggio si prosegue lungo il canale per raggiungere nuovamente Equi.

Monte dei Bianchi

Il borgo medievale murato di Monte dei Bianchi è situato in posizione panoramica 406 m s.l.m. e presenta ancora oggi tre torri collegate un tempo da alte mura con porte di accesso di cui restano tracce. Lungo la via principale esistono ancora palazzi ed edifici del XVI-XVIII secolo ricchi di portali e stemmi, tra cui spicca quello della Repubblica Fiorentina, di cui fece parte dal 1400 al 1700.

Il borgo si è sviluppato fuori dal chiostro di un antico monastero risalente al VII secolo d.C. Già diroccato nel 1105, tanto che sulle sue rovine ne venne costruito uno nuovo dedicato a S. Michele Arcangelo. Annesso ai possedimenti dell’Abbazzia di Canossa, fu gestito dai frati canonici regolari detti “frati bianchi” per il colore del loro saio, da cui prende il nome anche la località.

Il Borgo e la Pieve di Viano

Viano è un borgo murato medievale a 498 m s.l.m. Che presenta resti di opere di fortificazione difensiva: la cinta muraria che ancora in parte circonda il paese e la torre cilindrica che fu il mastio del castello. A poca distanza dal borgo si trova la Pieve di S. Martino risalente all’VIII secolo d.C. ma in stile barocco per successivi rifacimenti. Staccato dalla chiesa si trova il campanile in pietra costruito nel 1671.

La Valle del Bardine

La Valle del Torrente Bardine è un’amena area collinare sulla sinistra orografica del fiume Aulella al limite sud-ovest del Comune di Fivizzano. Tutta l’area è rinomata per la produzione della varietà locale di mela chiamata Mela Rotella, in dialetto locale pomo rodelo. I principali borghi nella valle del Bardine sono Ceserano, Bardine San Terenzo, San Terenzo Monti e Colla.

Ceserano rappresenta la porta della Valle del Bardine. Il borgo si sviluppa sul crinale della collina, dove le case sono collocate ai lati della strada principale, con la sua parte più antica in posizione più elevata, raccolta intorno alla chiesa di San Bartolomeo.

Anche San Terenzo Monti, lungo la strada che da Ceserano porta a Tendola, è diviso in due dalla strada, con la chiesa omonima nella parte più alta. La chiesa di San Terenzo è una delle più antiche di tutta la Lunigiana fondata nel 728 d. C.

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